Contro la copertina: la soglia negata

J.D. Salinger. Il giovane Holden

Salinger, nauseato dal successo del suo libro, dalla sua immagine fotografica che campeggia in tutti i retro delle copertine, dall’essere ormai riconosciuto anche per strada e inseguito dai giornalisti («Il successo è l’altra faccia della persecuzione», dirà Pier Paolo Pasolini), chiede e ottiene che in primo luogo vengano rimossi da ogni copia e da ogni edizione al mondo del libro la sua foto, la sua biografia e il riassunto del romanzo: scomparire, rendersi invisibile, avere la libertà dell’anonimato ma anche il diritto di invecchiare rispetto a quel giovane fissato per sempre e sempre più stupido, su quel libro famoso. Secondo gli accordi, dalla terza ristampa della prima edizione del romanzo dovrebbe cessare l’apparizione della sua immagine. Ma la storia di queste foto non finisce qui, a cominciare dalla primissima edizione italiana di Gherardo Casini Editore, uscita nel 1952, ovvero appena un anno dopo la pubblicazione del libro negli Stati Uniti presso la casa editrice Little Brown di Boston, tirata in pochi esemplari.

L’edizione del ‘52 uscì senza i diritti, con una tiratura di mille copie ed ebbe scarsa fortuna. Il libro si presentava con la sovraccoperta ove era stampato il Ritratto di Armand Roulin di Vincent Van Gogh, il nome completo dell’autore “Jerome David Salinger” in alto, il titolo “Vita da uomo” nel mezzo e in basso, allineato a destra, il nome della casa editrice “Gherardo Casini Editore”. Nella bandella una foto dell’autore e una breve biografia. Vita da uomo vendette pochissime copie, certamente non aiutato da una distribuzione praticamente clandestina, dalla fascetta rossa che recava la frase: «Un libro scandaloso o profondamente morale?» e dalla raffigurazione in copertina di un uomo d’inizio secolo che poco aveva a che fare con il sedicenne americano narrato nel romanzo. Vita da uomo può essere considerata a tutti gli effetti una edizione pirata e clandestina e, anche per questo, passa inosservata e sfugge ai controlli dell’autore.

Tutta altra sorte toccherà invece alla versione ufficiale italiana del libro, quella dell’Einaudi che esce nel 1961, nella collana «Supercoralli», con ben altra visibilità e ufficialità. Sulla copertina di questa prima tiratura Einaudi della prima edizione, non solo c’è il disegno realizzato da Ben Shahn di un ragazzo che mangia un cono gelato, ma soprattutto sul retro vengono riportati addirittura tre foto-ritratti dell’autore presi da «Life Magazine». Salinger questa volta lo viene a sapere e si infuria.

Jerome David Salinger, Vita da uomo, traduzione di Jacopo Darca (pseudonimo di Corrado Pavolini), Gherardo Casini Editore, Roma 1952. Prima edizione italiana, uscita senza il consenso dell’autore. Edizione pirata.
Jerome David Salinger, Vita da uomo, traduzione di Jacopo Darca (pseudonimo di Corrado Pavolini), Gherardo Casini Editore, Roma 1952. Prima edizione italiana, uscita senza il consenso dell’autore. Edizione pirata.

Jerome David Salinger, Vita da uomo, traduzione di Jacopo Darca (pseudonimo di Corrado Pavolini), Gherardo Casini Editore, Roma 1952. Prima edizione italiana, uscita senza il consenso dell’autore. Edizione pirata.

J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi, Torino 1961. Prima edizione con disegno di Ben Shahn in copertina e al retro addirittura tre ritratti fotografici dell’autore (uno da bambino e due da adulto) e slogan pubblicitario.

J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi, Torino 1961. Prima edizione con disegno di Ben Shahn in copertina e al retro addirittura tre ritratti fotografici dell’autore (uno da bambino e due da adulto) e slogan pubblicitario. 

Ristampa del 1964 con cancellati, in quarta di copertina, tutti i ritratti fotografici e ridotta la pubblicità.
Ristampa del 1964 con cancellati, in quarta di copertina, tutti i ritratti fotografici e ridotta la pubblicità.
Tentativo con in copertina un quadrato blu e una banda nera ai piedi
Tentativo con in copertina un quadrato blu e una banda nera ai piedi
Tentativo con in copertina un rettangolo listato nero.
Tentativo con in copertina un rettangolo listato nero.
Tentativo con in copertina un quadrato listato nero.
Tentativo con in copertina un quadrato listato nero.

Tramite il suo agente italiano, Eric Lindner, impone che la copertina sia bianca, che scompaia la sua immagine, che scompaia tutto. Trova deplorevole la sovraccoperta e ripugnante il resto (e cioè le tre immagini di sé). Dopo un tentativo grafico di Munari per rimediare, e non ridursi a uno sconcertante bianco assoluto, l’Einaudi ripiegherà su una copertina muta con un rettangolo listato di nero, poi un quadrato listato di nero, per infine cedere al desiderio definitivo dell’autore: nulla, solo nome e cognome dell’autore (e del nome solo le iniziali J.D.) e il titolo del romanzo. La prima soluzione, il primo ripiego di Bruno Munari, è quella di un quadrato blu con una banda nera in basso, in cui si cerca di riempire quello che dovrebbe essere uno spazio troppo bianco e vuoto, che in quel momento è inconcepibile nell’editoria italiana. È un problema per la collana, è un problema per Einaudi. Nei fatti, la soluzione del quadrato color azzurro probabilmente è una suggestione legata al fondo blu del Ragazzo che mangia il gelato, ovvero al disegno di Ben Shahn. In un certo senso è come se si fosse assolutizzato, geometrizzato, il ricordo, lo sfondo colorato, della copertina della prima edizione.

Segue quindi una versione ancora con quadrato blu ma la banda nera cancellata, poi una versione con quadrato ma vuoto e solo listato di nero, ulteriore variante il rettangolo listato di nero che occupa o riempie più spazio, fino ad arrivare al bianco.

J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi, Torino 1989. Niente, secondo le volontà dell’autore. (23)
J.D. Salinger, Il giovane Holden, Einaudi, Torino 1989. Niente, secondo le volontà dell’autore. (23)

Il percorso è la rappresentazione del togliere o, meglio, il vano tentativo di evitare la soluzione estrema per dover arrivare alla soluzione estrema. Molti ritengono che il bianco einaudiano nasca da questa pressione di Salinger, ovvero da un successivo sviluppo della soluzione elaborata da Munari per Il giovane Holden. Stando, ad esempio, alla vulgata, nella famosa “bianca” della collana di poesia Einaudi, la linea orizzontale che divide la copertina non venne proposta da Munari ma venne imposta da Giulio Einaudi. Munari aveva concepito tutto tipograficamente con solo testo scritto, cioè l’autore, il titolo, e alcuni versi su un fondo bianco assoluto; la linea bianca che divide la prima parte dalla seconda è appunto un intervento grafico di aggiustamento o smussamento della radicalità dell’idea, e se noi immaginiamo la “bianca” senza quella striscia orizzontale, e ripristiniamo mentalmente l’idea grafica di Munari, ci accorgiamo della sua superiore bellezza e assolutezza. Insomma, l’idea di Munari possedeva giustezza nell’assoluto della parola, senza alcun altro segno o segnale.

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