Personaggi in cerca d'editore
Paolo Marati
A sette anni, la domenica mattina sapeva di latte macchiato e detergente. Da Niccolai, in viale Somalia, tutto era al suo posto — i cucchiaini in fila, i cornetti esposti come diademi, le voci basse di...
Paolo Marati
Mi trovavo in una casa che non avevo mai visto, ma che in qualche modo riconoscevo. Le pareti erano scrostate, l’intonaco cadeva a pezzi e rivelava mattoni rossastri e umidi. C’era odore di muffa e di...
Paolo Marati
L’aereo era enorme, sproporzionato, come se dovesse trasportare non uomini e donne ma intere stagioni della vita. I corridoi sembravano viali, le luci troppo bianche per essere rassicuranti.
Una donna...
Paolo Marati
Il tempo cominciò la deturpazione dell’appagamento con la sciatalgia, curata con il rapido metodo delle aspirazioni motorie. E Titono guarì rapidamente ma perse il dinamismo da Economo Letterato in Attività...
Paolo Marati
Si scorge nel passato un riflesso mitico della propria giovinezza. Si tratta di un abbaglio totalizzante che offusca le afflizioni e illumina i ricordi di iridescenze mentali che rendono il passato stesso...
Paolo Marati
Compresi tutto, quasi al volo, e agii. Per il bene di Mirra e anche per interesse, lo confesso: non mi nascondo dietro giustificazioni di stampo mercuriale, sarebbe patetico come fingere di non riconoscere...
Paolo Marati
Sentirsi in colpa? E perché? Non lo sapevo. Né avrei potuto prevederlo, visto che il trentaduesimo comma dell’articolo ventuno della legge Concordia e Armonia è pressoché ignorato. Il trentaduesimo comma,...
Paolo Marati
Ah! se puoi così lasciarmi
Una macchia al centro del sedile, tra il giallo centrale e il bianco ai lati, del vanto familiare in stile Regency. In ginocchio, poggiando le palme delle mani sul mogano stagionato...
Paolo Marati
Non te ne accorgi neanche, ma non c’è più.
Il tempo devasta tutto.
Soffermarsi su qualche certezza è infantile se non masochistico.
Niente rimane quello che è. Tutto si dirige verso la deformazione.
Come...
Paolo Marati
Prima del piccolo trasloco a via Ottaviano, Valentina promise che io sarei stato il re che non avrebbe mai cucinato, o lavato i piatti, o pulito i pavimenti, o spolverato. E così fu per tutta la convivenza...
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