L’Idroscalo di Ostia o, meglio, quel che ne resta, si stende come un frammento di una mappa fuori uso, contornato di ruggine e umidità. Qui il Tevere, stanco di essere fiume, tenta l’ultima fuga, e si perde in una zona grigia dove acqua dolce e salata si confondono.
Il posto, un tempo dedicato a “Carlo Del Prete”, eroe di un’altra epoca di vanto aeronautico, oggi è una memoria venuta male. Le fondamenta fasciste, gli esperimenti dell’aeronautica, le rotte transatlantiche per idrovolanti, tutto è finito in un grande contenitore, dove ogni traccia è contaminata da muffa, sabbia e tragedie.
Il 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini entra in scena, anzi ne esce. Quella notte, la memoria di sistema produce un errore fatale, un crash del reale. Da lì in poi, l’Idroscalo smette di essere un luogo e diventa una funzione, una postazione che genera ambiguità.
Ogni tentativo di restauro, di rinascita, di riqualificazione urbanistica è arenato. Porto turistico, villaggio abusivo, borgata da film neorealista: ogni progetto si dissolve in un loop di appalti incompleti e silenzi ministeriali. Le baracche dei pescatori, costruite con materiali di fortuna e follia, sono la versione a bassa risoluzione dei sogni fascisti di ordine e romanità.
Tra una pozzanghera e una discarica, qualcuno pesca. Gabbiani, cani randagi, tossicodipendenti e prostitute condividono il perimetro a turno. Poco distante, la linea 5 passa e scompare, senza fermarsi. Tutto sembra parte di un esperimento che non ha mai ricevuto i fondi per la fase finale.
Oggi, sotto lo sguardo asettico del Centro Habitat Mediterraneo della LIPU, l’Idroscalo continua a esistere in modalità sospesa. Un glitch urbanistico, un errore di codifica. Ogni tentativo di riportare ordine genera solo più rumore, cemento su cemento, memoria su memoria.
C’è chi dice che l’aria stessa sia contaminata da un ricordo irrisolto, che il vento conservi la frequenza di quella notte di quel maledetto 2 novembre 1975.
L’Idroscalo non è più periferia. È una anomalia terminale, un residuo di codice indecifrabile, un nodo del sistema in cui la verità, come quella sul massacro di Pasolini, è stata cancellata, ma forse non del tutto.
