Pier Paolo Pasolini 1975-2025 s’infutura

Per i 50 anni dalla morte di Pasolini al Palazzo delle Esposizioni di Roma

«Pier Paolo Pasolini Porno –Teo-Kolossal»

a cura di Giuseppe Garrera

1 novembre 2025

Sala Auditorium, ore 18.30

In prima assoluta, nella sala del Palazzo delle Esposizioni la sera del 1 novembre alle ore 18.30, avverrà l’ascolto integrale della registrazione audio di Pier Paolo Pasolini che racconta, scena per scena, l’immenso film Porno-Teo-Kolossal che spera, il prima possibile, di iniziare a girare, con protagonisti Eduardo De Filippo e Ninetto Davoli.

Si tratta dell’ultimo progetto cinematografico di Pier Paolo Pasolini, a breve distanza da Salò o le 120 giornate di Sodoma.

Il ritrovamento da lì a pochi giorni del suo corpo ammazzato metterà fine alla realizzazione.

Di questo immenso progetto rimangono i nastri audio originali in cui è Pasolini stesso a raccontare, scena per scena, il film.

Nota del curatore

Porno-Teo-Kolossal è uno dei più grandi e fantasmagorici progetti cinematografici di Pier Paolo Pasolini, restato incompiuto per la sopraggiunta tragica uccisione dell’autore avvenuta nella notte del 2 novembre 1975.

Di questo immenso progetto rimangono i nastri audio originali in cui è Pasolini stesso a raccontare, scena per scena, il film. Troppi gli impegni in quello scadere del 1975 e Pasolini per la prima volta usa il magnetofono: invece di scrivere trattamento e sceneggiatura li registra e narra dal vivo: tutto affidato all’oralità, e all’espressione del suo corpo parlante. Lo scrive a Eduardo De Filippo nella lettera del 24 settembre 1975 in cui gli manda la sbobinatura del dettato, proponendogli il ruolo da protagonista, e la collaborazione nell’improvvisare e vivificare la sceneggiatura (la napoletanità sarà la cifra sovversiva e salvifica del film):

«In sostanza c’è tutto.» – gli scrive – «Mancano i dialoghi, ancora provvisori, perché conto molto sulla tua collaborazione, anche magari improvvisata mentre giriamo. […]

Ho detto che il testo è per iscritto. In realtà non è così. Infatti l’ho dettato al registratore (per la prima volta in vita mia). Resta perciò, almeno linguisticamente, orale. […] Mi era impossibile – per ragioni pratiche – fare altrimenti. Io stesso l’ho letto per intero oggi – poco fa – per la prima volta. E sono rimasto traumatizzato: sconvolto per il suo impegno “ideologico”, appunto, da “poema”, e schiacciato dalla sua mole organizzativa. Spero, con tutta la mia passione, non solo che il film ti piaccia e che tu accetti di farlo: ma che mi aiuti e m’incoraggi ad affrontare una simile impresa. Ti abbraccio con affetto, tuo Pier Paolo»

Ed è proprio la registrazione al magnetofono di Pasolini che racconta questo sconvolgente “poema”, che ha intenzione di iniziare a girare al più presto, che verrà trasmessa nella sala del Palazzo delle Esposizioni la sera del 1 novembre, alle ore 18.30, in occasione del ricordo dei cinquanta anni dalla sua morte.

La voce, il corpo di Pasolini nel tremore e nella gioia della futura impresa, con un racconto che, oggi più che mai, possiede la forza di una visione presente.

Pasolini aveva dichiarato che con questo film avrebbe chiuso la sua parabola di autore cinematografico. Si tratta del viaggio apocalittico di un re magio (Eduardo De Filippo) e del suo servo (l’angelo Ninetto Davoli) seguendo la stella cometa, attraverso la cronaca tutta d‘Italia, la delusione e la dolcezza delle ideologie, l’orrore della Storia, per giungere, in ritardo, nella desolazione di un tempo inesorabilmente con Cristo già morto. Dietro ad una stella, i due si ritrovano dapprima nella città di Sodoma (una Roma com’era negli anni 50, con una popolazione pagana e tollerante e in cui vige la grazia sessuale dell’essere posseduti e di intendere la propria femminilità come un bene), poi raggiungono Gomorra (la Milano volgare e aggressiva del boom economico degli anni settanta, dominata dal principio, di per sé sempre violento, del possedere e che fa anche dell’amore più commosso sopraffazione) per giungere, prima che nella grotta vuota del bambino (già nato e ucciso), a Numanzia, una Parigi città d’incanto: liberale e poetica, ma in quel momento inesorabilmente assediata dai fascisti che la stanno per conquistare e fare propria: alla popolazione non resta che la scelta, votata all’unanimità , di una suicidio collettivo: ogni cittadino si ucciderà mentre compie l’azione che lo rende più felice. Ed è qui che la voce di Pasolini si fa struggente e unica: ci sono coppie d’amanti e sposi che si sono tolti la vita abbracciati; appassionati di libri stesi morti lungo le bancarelle di libri di un lungo fiume o sotto l’ombra di portici; gli spettatori di un cinema che hanno scelto di morire mentre guardano Il grande dittatore di Charlie Chaplin; Eduardo e Ninetto contemplano l’intera platea sterminata, e, sullo schermo, il fermoimmagine eterno di Chaplin-Hitler che gioca a palla con il mondo.

Un ringraziamento speciale a Graziella Chiarcossi e a Matteo Cerami, Eredi Pasolini, per aver messo a disposizione questo preziosissimo materiale e aver reso possibile l’evento.

1 commento su “Pier Paolo Pasolini 1975-2025 s’infutura”

  1. Raffaele Occidente

    Non sapevo nulla di tutto ciò, grazie Giuseppe, come sempre sei lo scopritore di pepite per eccellenza.

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